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YOU ARE THE SUM OF YOUR PREVIOUS EXPERIENCES ALONG YOUR ENTIRE LINE OF EXISTENCE, WHICH CONTINUES FROM BEFORE YOUR CONCEPTION.

NOW YOU ACCUMULATE, THROUGH YOUR CURRENT GENETICS AND YOUR PRESENT THOUGHT IN YOUR MIND, WHAT YOU WILL SUBSEQUENTLY BECOME.

YOU UNDERSTAND CLEARLY THAT THERE CAN BE NO BEGINNING, NO FIRST ORIGIN... BECAUSE YOU WERE, YOU ARE, AND (LOGIC IMPLIES & ENFORCE THAT) YOU WILL BE.

I CHALLENGE ANYONE TO PROVE THE CONTRARY.

VERITÀ LIBERTÀ RISPETTO AMORE.jpg

SOLITUDINE

 

Cos’ è la solitudine?

Dipende da cosa intendi per solitudine. Per me non può essere che una sensazione, uno stato di coscienza; ed è superabile.

 

Non sei mai completamente solo/a, non esiste essere che lo sia, fattene una ragione.

Puoi essere più vicino o più lontano a/da qualcun altro, ma non sei mai solo/a, né lo sarai mai, anche perché non lo sei mai stato/a … semplicemente, non può essere.

 

Una sola cosa è unicamente sola, perché è l’ unica, è tutto ciò che esiste e non può essere altro che così: l’ Universo. E l’ Universo non è un essere, è appunto tutto ciò che esiste ed è composto da infinite singolarità, tra cui gli esseri.

L’ Universo non è Dio, è tutto. In questo senso, l’ Universo è il Tutto, nel Presente, l’unico tempo veramente possibile ed eternamente reale.

CREDERE

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IO ESISTO

L'IMMAGINE DI DIO

Consideriamo lo spazio di tutto occupato (tenendo a mente che anche lo spazio vuoto è qualcosa) come l’universo.

L’universo è infinito, diamolo per scontato, come pure che è uno solo e che il nulla infinito non è manifestabile perché non può esistere, né è mai è esistito.

Discriminata una unità ciò che resta è il complemento di essa.

Se per una unità intendiamo un essere limitato dalla sua forma, il suo complemento universale è tutto meno essa stessa.

Dato il valore ∞ per tutto l’universo e 1 per l’unità, il resto complementare dell’unità ha valore ∞-1.

L’unità e il resto del tutto hanno, sommate, valore ∞, che è il valore di tutto l’universo, nonché simbolo.

Le due parti sono distinte, chiaro; una di valore illimitato (il resto) e l’altra di valore discreto e limitato (l’unità); quindi sono diverse per natura e per definizione di stato.

La quantità minima di parti per constatare la diversità è perciò 2.

Esse sono anche complementari, perché insieme sono tutto.

Se dovessimo includere tutto, a livello di informazioni, cosa fareste perché la quantità minima di esseri esistenti ne porti messaggi/o come esempio, durante la loro esistenza?

Io, se fossi il creatore di questi esseri, li farei diversi, almeno per una cosa, perché non ha senso fare 2 cose uguali con informazioni uguali, altrimenti basterebbe un solo essere, non 2.

Mi seguite?

Forse avrete già intuito la conclusione o ci sarete arrivati vicino.

Come lo chiamiamo il Tutto, L’Universo? Vogliamo chiamarlo Dio? Potrebbe essere un’opzione.

Portiamo ad esempio Dio, allora. Dove potrebbe essere racchiusa l’immagine di Dio (ossia il messaggio di Dio come esempio vivente), tra gli umani su questo pianeta chiamato Terra ad oggi?

La mia risposta è in un uomo e una donna; più in generale: un maschio e una femmina, così includiamo tutto il regno animale.

Con la riproduzione sessuale, ovviamente l’informazione o le informazioni vengono frammentate e riunendo ogni “tessera del puzzle” ricomporremmo il messaggio integrale.

appunti

1) Accettando l’ idea della fisica quantistica che un osservatore può influire sul corso di un evento che egli guarda, si potrebbe formulare la teoria del perché qualcosa sfugge sempre al metodo scientifico, che necessita di almeno una prova o dimostrazione per convalidare come vera una realtà. Probabilmente è questo il movente che spinge l’umanità ad ampliare la propria conoscenza: l’impossibilità di sapere ogni cosa istantaneamente. Com’è logico, quindi, diamo per scontato che l’ignoranza ci spinge a voler conoscere sempre di più, appunto per colmare la momentanea lacuna, ben sapendo, perciò, che per continuare su questa via (quella di soddisfare la propria curiosità), necessitiamo di essere incompleti costantemente di saggezza assoluta.

Io penso che tutto ciò sia in noi, nella natura umana.

 

2) Come esiste l’ infinitamente grande, esiste anche l’ infinitamente piccolo.

Per quanto concerne l’infinito è facilmente assimilabile il concetto che, matematicamente, si può sempre aggiungere una cifra ad un numero, rendendo per risultato un numero più grande.

Trattando la questione dell’infinitesimale posso dimostrarlo logicamente che se prendo a campione un punto quantificabile e notabile, esso ha una dimensione, che a sua volta è divisibile per un’ altra grandezza; basti pensare al numero decimale intero più piccolo (1) che è frazionabile in 10 unità da 0,1 o 100 unità da 0,01 e così via.

ASSIOMA DI GIUSTIZIA UNIVERSALE

"Ciò che succede è giusto . Negare che sia giusto ciò che succede esprime la non-accettazione della realtà , che è giustificata di per sé dal fatto che sta esistendo ."

Stesura1

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Indice generale

 

  1. Introduzione

  2. Principi universali

  3. Il fondamento della verità

  4. Il mio olismo

  5. L’origine prima che non fu mai stata

  6. Riflessioni esistenziali

  7. Come funzioniamo

  8. Ciò che per primo ti condiziona

  9. Varietà statica e varietà dinamica

  10. Il rispetto per la diversità

  11. Il concetto che sta alla base della parità dei diritti esistenziale

  12. Tolleranza e comprensione della realtà

  13. Tolleranza 2




































 

Introduzione

 

Questo insieme di file nasce con l’intento di scrivere un libro . 

è una raccolta di ipotesi , di opinioni e di consigli personali con lo scopo di essere il riferimento alla verità assoluta delle cose .

È un progetto ambizioso e discutibile in quanto ogni persona in grado di ragionare ha le proprie idee , normalmente più o meno diverse da quelle di un’altra .

Ma se non per altri , questo ha valore inestimabile per me .

Quindi indirizzo queste mie espressioni mentali a chi ha un’apertura intellettiva volta ad accettarli e se possibile migliorarli .

Quello a cui vorrei giungere è la certezza , scaturita da prove inconfutabili della veridicità di ciò che penso e ritengo vero .




































 

Principi universali


 

  • L'universo è uno

  • L'universo è animato

  • Dove c'è animazione c'è cambiamento

  • Dove c'è cambiamento c'è diversità

  • La diversità c'è nel tempo e nello spazio

  • Dove c'è diversità ci sono singolarità

  • Ogni singolarità è una come uno è l'universo

  • Ogni singolarità parte dell'universo è connessa al resto al di là di essa

  • La realtà è sempre vera

  • L'universo esiste sempre









































 

Il fondamento della verità

 

Il mio primo valore è la verità .

Tuttavia vivo in una realtà dove esiste anche la falsità e penso che questa mi condizioni in quanto è presente , non voglio ignorarla , dato che ne conosco il concetto . Allora , perché ho sbagliato anche dopo aver dato via al perseguimento di questa condotta di vita ? è possibile che i miei errori di non essere stato veritiero , successivamente alla mia “illuminazione” , siano soltanto causati da colpa mia ? Penso più no che si . Intanto devo ammettere che il valore della solidarietà con altri esseri umani e più ancora il timore di provare dispiacere hanno influito nel mio atteggiamento verso la società ; penso che sia una cosa normale essere guidati dalla paura o timore di provare dolore , sia anche psicologico e dall’attrattiva del provare piacere . Ma teorizzo che il motivo per cui sia così disagevole a volte essere sinceri e dire la verità e comportarsi veritieramente , lealmente e onestamente sia insito nel fatto che esiste anche la falsità e che questa faccia parte dell’universo con pari importanza della verità ; fatto questo che potrebbe essere causa di influenza nella mia vita e atteggiamento .

Il lume della ragione mi ha insegnato che anche il falso è reale , pertanto una cosa falsa è in realtà una vera falsità ; semplicemente una falsità è qualcosa che esiste come diversa dalla verità della stessa essenza .

 

Perché mai la verità è così importante nella mia vita ed esistenza ? Perché parto dal presupposto che la sincerità , l’onestà , l’autenticità e la lealtà siano concetti che applicati alla vita rendono del bene . 

In particolare la sincerità è un atto di lealtà dovuto verso ciò che percepisci e per come lo percepisci . 

Attraverso i 5 sensi fisici e successivamente l’elaborazione mentale della realtà ti fai un’ idea (o più di una) di essa . Con questi strumenti , rivelatori del contesto in cui ti trovi , che senso avrebbe una linea di atteggiamento mendace ? 

La mia risposta è : un senso negativo ; quindi non conveniente , controproducente , sbagliato ! 

 

Capisco che mentire possa sembrare più conveniente in certe situazioni , ma questo , a mio parere , è destinato solo al breve termine . Invece essere sincero/a , secondo me , consolida l’integrità dell’individuo che insegue questo principio e assicura l’essere “a posto” con la propria coscienza , aprendo una via più sicura a lungo termine . A questo proposito , però , cito un esempio che potrebbe rappresentare un’eccezione : cosa faresti se venissi torturato per mentire ? La mia risposta è : all’eventuale soglia dell’insopportabilità di tale dolore o anche prima , metterei in chiaro con chi mi starebbe aguzzando che mentirei e poi cercherei di rimediare a tale menzogna . Penso che tale caso sia da giustificarsi in quanto per vivere in questa dimensione , naturalmente legati al piacere e al dolore , debba esserci il comfort necessario per esistere , perciò l’impulso alla vita può tendere a giungere a qualche compromesso pur di continuare . Certo è che per coerenza al principio cardine non esistono accettazioni di questo tipo e in tale situazione la cosa giusta da fare è morire piuttosto che mentire ; ma chi ce la farebbe ? Con questo non intendo affermare che il martirio sia una “strada” sana da percorrere , né tantomeno cercarlo per provare la propria forza di carattere .

 

Io penso di essermi dedicato seriamente alla verità dopo che lessi , in un libro di Wayne W. Dyer (Le vostre zone erronee) , che certe persone , nella loro vita , cercano la verità , e di avere in seguito pensato che per avere verità bisogna anche dare verità , cioè divulgarla nella propria vita quotidiana . Ma ci pensi ? Noi viviamo in reazione della verità che percepiamo , cioè a quella che riteniamo sia la verità . Come puoi , dopo questa considerazione rifiutarti di perseguirla ? Come puoi pretendere di ottenere verità della realtà , se sei una persona falsa , mendace ? Saresti insano di mente se pensassi di meritarla attraverso una condotta costellata da bugie come strumenti per raggiungere qualsiasi tuo scopo .

Personalmente , la sincerità si è instaurata così tanto in me , da farne un’ossessione , cosicché anche se solo dico una cosa inesatta e non avessi la possibilità immediata di potermi adeguatamente correggere , mi sentirei in colpa e , in caso di lungo periodo , in passato , anche frustrato . Tuttavia , da quando ho letto una cosa da un libro di Anthony Robbins , e questa idea si è insediata ed evoluta in me , sono giunto ad una certa libertà spirituale dai miei errori di questo tipo che ho commesso nel passato ; cioè tengo a mente , per quanto mi è possibile l’episodio o gli episodi erronei del genere , ma cerco di non prevenirmi il presente , perché , mi auguro che concorderai con me , è più importante non sbagliare nel presente , che il non aver sbagliato nel passato . Dopotutto , una reazione immediata ad un proprio errore potrebbe rivelarsi un altro errore di correzione (cioè si potrebbe perfino sbagliare a correggersi) . Questa non è una regola sempre valida , infatti , a mio giudizio , prima ci si corregge , meglio è . Certo che ci sono casi in cui può diventare umiliante correggersi , come , per esempio , esprimere un’opinione negativa vera in seguito ad una positiva falsa su una persona , riguardo alla stessa persona ; cosa che potrebbe farci apparire come individui indegni , specie se “ci siamo costruiti” una situazione su quella opinione positiva falsa ( ma ecco l’esempio , più definito : 

ti complimenti con una persona dicendole che è bella , e magari le fai anche un sorriso , come per dimostrare che ti piace , quando in realtà pensi che sia brutta e non ti piace . Vai avanti e ti rendi conto che questa tua non-sincerità è incoerente con la tua attuale condotta . Che decidi di fare adesso ? La cosa giusta da fare è , se ti capita l’occasione , di dirle la verità .

Un episodio del genere a me è capitato , anche se non proprio così , e tutt’ora(20150429) non mi sono ancora corretto . In passato , questo mi faceva sentire frustrato , mi sembra , adesso non più , anche se ogni tanto mi capita di pensarci e vorrei(anzi , adesso proprio lo voglio) arrivare a risolvere questo problema ).

Il contesto può essere complicato quando più persone assistono all’episodio in cui tu sei rivolto alla persona in questione , perché , in questo caso , la cosa migliore da fare sarebbe correggersi con la persona summenzionata e in presenza delle stesse altre persone che avevano assistito . Comunque , se la cosa risultasse troppo ardua , è meglio correggersi con la persona principale soltanto , che non correggersi affatto .

 

Un caso particolare è quando non si risponde esattamente ad una domanda postaci .

Porto ad esempio una situazione che mi è capitata la scorsa notte (oggi è il 26 Giugno 2011) : Ero con un gruppo di amici e , penso , amici di quel gruppo . C’è stato un momento , durante il quale veniva fatta passare di mano uno spinello . Io tutt’oggi non fumo spinelli , anche se in passato mi è capitato di farne qualche tirata , mi pare , ma molto tempo fa ; sono contrario . Ebbene , mi è stato chiesto , mi sembra “Fumi ?” , proponendomi lo spinello e io a quanto ricordo ho risposto “No, grazie” , rifiutandolo ; però fumo sigarette normali . Di seguito mi sono sentito in colpa perché ho pensato di non essere stato abbastanza esplicito (in assoluto) , perché io intendevo che non fumavo spinelli , però la domanda è stata (in assoluto) se fumavo , e io con la mia risposta ho esternato una mia non-abitudine che in assoluto significa che non fumo proprio . Allora poco dopo finchè eravamo ancora lì , mi sono acceso una delle mie sigarette , dimostrando che fumavo . Ma la correzione più esatta col mio principio di verità , sarebbe stata dover dirgli , al tipo che mi ha proposto lo spinello , che io non fumavo spinelli (anche se mi è capitato , molto tempo fa , mi sembra , che ho fatto qualche tirata di “canna”) , davanti agli stessi altri partecipi .

Un altro caso che mi è capitato è stato (lo racconto per come ne ho ricordo) ad Amsterdam , e che esemplifica una situazione apparentemente irrisolvibile in vita . Ero in vacanza con amici e per una strada si è avvicinato un mendicante che mi ha chiesto o intimato di dargli soldi . Io gli ho risposto di getto che non ne avevo , mentre in verità ne avevo . Come potrei fare a rimediare con quella persona di cui non ho ricordo nemmeno della faccia ?

Qui purtroppo bisogna lasciar stare per non fare qualcosa di pazzesco . L’unica possibilità concreta che spero si sia verificata è che quel tipo abbia avuto almeno il dubbio che io gli abbia mentito , altrimenti l’errore è comunque al di là del mio potere di correggerlo .

 

Ora con la mia esperienza , è inutile che mi danni l’anima a crucciarmi con ciò su cui non posso intervenire e penso che se fatti del genere capitano , una ragione almeno c’è ed è giusta . Probabilmente questa ragione (che è impossibile , almeno per me , durante la mia vita , correggere ogni mio errore di questo genere) è che è tollerata e addirittura necessaria la menzogna in occasioni del genere , cioè quando , dopo aver mentito ci si pente e non è più possibile rimediare la bugia . Devo essere più esplicito : Se tu adesso che sai questo , ne approfitti sbagli (esempio : sbagli se ti dai la probabilità di essere mendace , per poi pentirti) .

 

Ma qual’era quella cosa che ho letto e che mi ha dato forza di spirito ? Per come è diventata o è adesso , nella mia mente , è questa domanda : Quali sarebbero i tuoi obiettivi o il tuo obiettivo , se fossi certo di non poter sbagliare ?

In me questa domanda si è radicata a tal punto che arrivo a sperare che , se non risolvo in vita , forse , dopo la mia morte potrei avere occasione di risolvere un mio problema o più problemi di questa vita .

E qui entra in gioco un’altra idea personale , cioè quello che io penso ci sia dopo la morte .

Non voglio negarmi a te a questa risposta .

 

Dunque , parto dall’affermare che io sono un agnostico tendente all’ateo . Mi spiego meglio : non sono certo della non esistenza di un dio unico o di più dei ; infatti non posso dimostrare questa non esistenza , ma penso che probabilmente sia proprio una non-esistenza , piuttosto che un’esistenza reale e sfido chiunque a dimostrarmi il contrario . Non ci sono prove certe di un Dio , per quanto ne so , finora .

Allora , cosa c’è dopo la morte ? Niente ?

Io non riesco ad approvare un’idea del genere (Ma se sei presente e vivo adesso , perché non saresti dovuto esserlo prima ? E perché non potresti esserlo dopo ? Perché mai dovrebbe essere la vita presente il nostro periodo di riferimento ? Sono d’accordo con il citare che è l’unico tempo nel quale possiamo agire , ma non posso credere che con la morte sia finito tutto per ognuno di noi) .

Io sono propenso a credere alla mia teoria (che probabilmente è anche effettivamente pratica) :

<l’IO non muore mai definitivamente ; semplicemente cambia fase . Potrebbe rinascere in un altro individuo o persino in una pianta , o dividersi in più entità , o congiungersi ad un’altra , cambiare forse livello di esistenza ; e questo comporta l’azzeramento della sicurezza provabile di un ricordo o più ricordi di un’esistenza precedente , ma anche l’incertezza di quella successiva , futura .>

 

Un altro mio pensiero è che noi potremmo essere parte di un essere maggiore o più esseri più grandi , cioè parte di una o più entità più grande/i dell’universo conosciuto finora . Ciò per qualcuno potrebbe sembrare come se io credessi , almeno in parte , ad una sorta di religione deistica . E qui voglio precisare : per entità più grande , intendo un essere eventualmente simile ad ognuno di noi , anche se non necessariamente in senso fisico e aspettuale , con il proprio limite o le proprie limitazioni , la propria vulnerabilità . Del resto , ciascuno di noi , non potrebbe essere un’entità più grande rispetto a qualcosa di molto più piccolo al suo interno , come qualcosa di molto più piccolo di un suo atomo ? Non potrebbe , ciò , essere un essere così piccolo (da non poter venire riscontrato , per limite di nostre capacità sensoriali) , e magari anche membro di una comunità , per il quale l’individuo di cui è parte sia percepito come un dio invisibile ?

 

Aldilà di queste teorie , quello che più importa è : a cosa ti conviene credere in una religione di cui non puoi provare la veridicità ?

Forse tu sei una persona che ha bisogno di credere a qualcosa di “superiore” per stare bene con te stesso , per non avere paura della morte , per trovare una giustificazione , un senso alla vita che fai , o per darti una spiegazione a qualcosa al di fuori della tua possibilità razionale !

Ma perché tanta gente ha maturato convinzioni religiose ?

Bisogna , senza coglierne il significato spregiativo , partire dalla base dell'ignoranza come uno , se non il primo , dei nostri limiti : quando nasciamo siamo ignoranti . Il fatto che la realtà continui a cambiare dovrebbe renderci consci che ci saranno sempre cose da imparare , ma il nostro limite di crescita fisico comporta una restrizione di tipo intellettivo . L' evoluzione della specie può portare al miglioramento della tecnologia del cervello , col tempo , ma ci sarà sempre una barriera relativa a ciò che si può capire , perchè ci sarà sempre un contesto più grande di noi .

Accettato questo e resici conto delle nostre dimensioni a paragone del nostro habitat e di ciò che sappiamo essere molto più grande , come l'universo , è facile osservare che ci sono forze che agiscono in questo , superiori alle nostre . Di qui al concetto di onnipotenza il passo è breve . L'immaginarci noi stessi come esseri spirituali in quanto coscienti , probabilmente ci fa tendere ad ipotizzare un grado di consapevolezza superiore , nel caso estremo infinita . E cosa c'è di più facile che identificare questo in un dio ?

Il fatto che si creino errate convinzioni è da attribuire alla diffusione di comportamenti mendaci come opportuni  . La falsità ha diritto di esistere in contrapposizione alla verità , non è possibile eliminarla . È proprio per una regola di diversità nella quantità di membri della società che ci sono opinioni diverse , ma la verità resta sempre una , caso per caso .

 

Il mio consiglio in merito è questo : trai dalla religione o dalle religioni l’insegnamento o gli insegnamenti che puoi praticare , senza credere al perché religioso per cui devi applicarlo/applicarli . Pensa che può essere giusto fare così , perché è conveniente innanzitutto per te stesso , e poi , possibilmente , in conciliazione con gli altri esseri . Essere onesti e leali ci conviene , perché così vivendo siamo rispettosi del prossimo e possiamo contribuire , tramite la sincerità , a far percepire la verità , anche se questa potrebbe portare a sofferenza spirituale .

Pensaci : preferisci che una persona sia gentile e ti imbrogli e/o ti faccia un falso complimento piuttosto che sia onesta e ti dica ciò che pensa di te ?

Un falso complimento educato , può apparire come convenevole in società , ma ti auguro di arrivare a capire che ciò è una sorta di cancro in effetti per la realtà vera . Piuttosto non esprimerti ! Questo , secondo me , è più “educato” , in quanto penso che sia meglio tacere che ferire verbalmente una persona o peggio di mentirle .

 

Se intendi trovare la verità devi servirti solo di verità , questo è il principio teorico .

In pratica , penso , non sia sempre applicabile da un individuo .

Ma è il principio che conta .

Se infatti cerchi di ottenere una verità con la menzogna o anche con quella , potrai forse ottenere la verità che cercavi , ma , secondo me , sei destinato ad attrarre a te ancora falsità .

È l’intento che deve essere puro e sincero per essere ricompensato a dovere .

 

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Il mio olismo

 

La mia idea di olismo come unico concetto di comprensione eternamente valido e giusto si avvale della considerazione delle cose , eventi , funzioni ed esseri come la totalità dell’universo (inteso come il tutto ciò che esiste) nel tempo (da sempre durante il passato fino al momento attuale , mentre il futuro non è mai stato e ancora non è , perciò non esiste , quando può invece esistere un presente programma per il futuro) .

Qualsiasi ideologia escluda almeno una parte del tutto per avvalorare la sua posizione è fallace in quanto riduttiva , perché ignora il resto del contesto .

Noi , in quanto esseri limitati dalle distinzioni degli uni dagli altri , possiamo avere un “punto di vista” personale , ma comunque sempre discreto e per quanta vasta sia la nostra conoscenza , non possiamo avere comunque una conoscenza totale , anche perché , in vita , esistiamo per una porzione di tempo definita e perciò anch’essa limitata .

 

Io posso però essere , subire ed agire con una coscienza (che influisce su tutto ciò che mi riguarda) che tiene conto della presenza di Tutto , sebbene non istantaneamente ed interamente identificabile . E questo mi rende sentimentalmente armonico con tutto il resto dell’universo che non sia io ; in altre parole “apposto con la coscienza” .

 

Il ragionamento che mi guida è di considerare ciascun elemento del Tutto come giustificato per come è ed opera . Il pensiero cardine di tale ragionamento si spiega così : tutto ciò che esiste , esiste perché è possibile che esista così com’è , come pure ogni sua azione e reazione . Giustificato perché possibile e quindi reale .

 

Ad oggi(20190824) non so ancora se esistano più piani paralleli e/o trasversali di esistenza , altri universi … Ma , nel caso esistessero , farebbero comunque parte della mia idea di Universo … Universo come 1 , unico , totale , completo ed eterno . Perciò se si considera il Tutto presente come un multiverso di universi in distinte dimensioni parallele , io considero questi come Universo .
























 

L’origine prima che non fu mai stata

 

Nel corso della mia vita mi sono imbattuto in teorie circa l’inizio dell’universo . Per ciò che sento posso semplicemente affermare che a mio parere un inizio del tutto non ci sia mai stato , o meglio : non c’è mai stato un inizio primo assoluto .

Pensateci … E prima di questo (mai esistito , per logica) ipoteticamente falso primo inizio cosa c’era ? Nulla ? Impossibile , perché , se così fosse stato , dal nulla si genera nulla (assioma) . Deve esserci stato qualcos’altro , per forza …

La mia teoria , che reputo più veritiera , è che l’universo è in continua mutazione , ma per noi umani  che abbiamo avuto un inizio , col concepimento , viene spontaneo cercare e/o darsi una spiegazione che necessiti di un inizio assoluto .

Mi sembra talmente semplice e razionale accettare questa verità , che qualsiasi altra ipotesi mi sembra banalmente assurda .

Ricorda sempre che esistono verità e falsità e queste , per continuare a sussistere hanno bisogno di essere coscientemente concepite , contemplate , divulgate .

Personalmente , mi ritengo fortunato a sapere questo principio , che ritengo più valido .
































 

Riflessioni esistenziali

 

Un motivo logico per cui non si conosce l’origine di tutto è perché non c’è stato un inizio di tutto , in quanto ciò che avrebbe dato inizio a tutto sarebbe esistito da prima – Questo è un assioma . 

 

Penso che un motivo per cui non ci si ricorda sempre tutto del proprio passato è per rendere maggior disponibilità all’efficienza  nel presente . Un lasso di tempo di vita nel quale si prende e si ha coscienza è determinato da uno spazio temporale in espansione . Essendo il corpo delimitato e definibile per forma e spazio in misura quantificabile e rapportabile , presumo che lo sia anche la coscienza presente , cioè la presenza delle informazioni elaborabili nel tempo presente . Ripetere il ciclo di refresh dall’inizio consciamente ogni volta , aumenterebbe il carico di dati da tener sotto controllo con una richiesta via via maggiore , quindi ciò che viene dimenticato è per favorire l’importanza del momento presente , lasciando al subconscio il compito di rimandare il feedback di possibile utilità nel momento in cui si è consci , ossia ora . 

 

Dal passaggio ad una fase all’altra dell’esistenza [nel mio caso presente (20210103) l’ultimo è il mio concepimento] , la mia teoria è che , dall’ultima , più si va’ avanti continuamente (cioè dalla nascita finché si resta in vita) , più si accede simmetricamente al tempo precedente in senso inverso e i vari feedback arrivano come cambiamenti di fatti e/o pensieri . 































 

COME FUNZIONIAMO

 

CHE TU CI CREDA O MENO NON È RILEVANTE .

OGNI ESSERE HA LE SUE CARATTERISTICHE CHE LO COLLEGA E FA FUNZIONARE NELLA REALTÀ . ANCHE TU , TU PERSONA VIVA .

DA QUI NON PUOI SCAPPARE , NEMMENO CON LA MORTE ; PERCHÉ , SE ANCHE MORISSI E LA TUA ANIMA SI LIBERASSE DAL CORPO CHE PRIMA ERA VIVO , ED ESISTESSI A LIVELLO DI SPIRITO , SARESTI COMUNQUE QUALCOSA DI DISCRETO E DISCRIMINATO DAL TUTTO .

PER QUANTO RIGUARDA GLI SPIRITI , IL RAGIONAMENTO VA’ APPLICATO A LORO COME SOPRA , SENZA CONDIZIONALE , MA AL PRESENTE ATTIVO .

PERCIÒ PUOI TIRARMI IN BALLO LA LIBERTÀ DI SCELTA , L’INTELLIGENZA , L’ESPERIENZA , LA DIVINITÀ O QUALSIASI ALTRA COSA … MA RESTA SEMPRE( E DA SEMPRE) IL FATTO CHE NON PUOI DISCERNERTI DALLE TUE QUALITÀ . PUOI CAMBIARE , È VERO ; MA ANCHE TALE IPOTETICO CAMBIAMENTO È CONSEQUENZIALE ALLA TUA ESPERIENZA PRECEDENTE E FRUTTO DELLA TUA ESISTENZA PASSATA OPERATA DA AUTOMATISMO CARATTERIALE DI CIÒ CHE ERI , E , ADESSO , CHE SEI .

PUOI DEFINIRLA PREDESTINAZIONE , ED ESSA NON PIACERTI , MA È COSÌ .

STA A TE CHE CAPISCI AVERNE O NO COSCIENZA .

È UN’INTERAZIONE CONTINUA CHE NON CESSA DI ESSERE (ANCHE SE PUÒ CAMBIARE) CON LA SOSTITUZIONE DI OPINIONE , TRA COME SEI FATTA/O E CIÒ CHE RESTA INTORNO A TE .



























 

Ciò che per primo ti condiziona

 

Qua entra in discussione una base importante ; sto parlando dell’inizio della vita , che per me parte non dalla nascita , ma dal concepimento , quando due elementi genetici di un uomo e di una donna si uniscono per dare il via ad un nuovo essere vivente . È da qui che inizia il bagaglio genetico che condiziona ognuno/a di noi . Ritengo infatti responsabile questo patrimonio per almeno una parte del nostro carattere ; soltanto dopo , quando si diventa coscienti , si può cominciare a decidere consapevolmente . Decisioni che sono frutto di un’esperienza passata inconsciamente , oltre che dall’ambiente circostante variabile di volta in volta nelle situazioni presenti . 

Non siamo noi adesso che abbiamo deciso come e dove nascere , piuttosto sono il dove e il come siamo partiti che ci hanno influenzati a diventare ciò che siamo adesso . è una verità da accettare ! Cambiare il passato è impossibile ; se pensiamo il contrario  rischiamo di confonderci , nel presente , a proposito del nostro passato . Quello che invece possiamo fare è cercare di prodigarci per il futuro , facendo attenzione al presente .




































 

Varietà statica e varietà dinamicamente

 

La varietà statica è un insieme di elementi diversi tra loro che restano costanti nel tempo . 

La varietà dinamica è un insieme di elementi non necessariamente diversi tra loro che cambiano nel tempo (tutti o in parte) . L’ insieme che cambia di quest’ ultima varietà può essere costituito da una parte statica e da una parte variabile . 

È importante , a questo punto , avere accesso alla memoria storica della sequenza della variabilità dell’insieme totale , eventualmente , per osservarne il comportamento , in modo da riuscire azzardarne un algoritmo efficace , utilizzabile in qualche circostanza analoga , dopo previa considerazione del contesto presente . È importante perché questa azione crea una possibilità ; si implementa/estende , cioè , il range (la gamma) delle opportunità opzionabili . 

L’aumento delle possibilità , se correttamente gestito , è prova di intelligenza dell’essere che la crea , in quanto mira ad allungare la sua sopravvivenza (ammesso che questa sia una delle sue priorità) .





































 

Il rispetto per la diversità

 

Premetto che cerco di trasmettere un modello di perfezione e una verità , non un modello valido per tutti .

 

Se cerchi di cambiare il mondo con un metodo unico per tutti , rinuncia . Essendo la diversità anche nelle masse , con ogni probabilità avrai sempre almeno qualcuno che ti si opporrà .

Siamo già abbastanza simili per ogni specie animale , ti immagini se fossimo uguali ?

Non cercare di imporre le tue idee agli altri , semplicemente falle valere per te stesso/a , perché anche tu meriti rispetto – ci sei e in base a questo fatto è tuo diritto esistere . Lo stesso vale per te nei confronti degli altri .

È meritevole cercare di procurarsi rispetto , non lo è cercare di cambiare gli altri se essi vogliono non cambiare in quella maniera ; eppure è nobile rispettare anche chi lo fa .

 

Ad un altro livello va rispettata anche la diversità nella propria vita .

Abbiamo bisogno di cambiamento per sopravvivere in una realtà che cambia . Con questo concetto si può spiegare il perché bisogni essere flessibili per agevolarsi .

Un errore non è altro che un procedimento diverso da quello giusto . è normale che se non sai come fare , commetti un’azione che poi riterrai uno sbaglio e se ti è capitato , sii in pace con te stesso/a considerando l’erroneità come parte del cambiamento necessario a sopravvivere . Se adesso sai cosa è più giusto ed in passato hai sbagliato , non saresti così adesso se non avessi quel passato . 

 

È controproducente continuare a soffrire per un evento già trascorso . è più saggio invece chiedersi cosa fare adesso . Ma se continui a sentirti in colpa per il tuo passato è perché devi ancora pagarne il prezzo o per pagare il costo del futuro (ti è mai capitato di sentirti straordinariamente bene dopo un periodo di sofferenza psicologica ?) . L’emozione negativa è quella che spinge al cambiamento verso quella positiva .

























 

Il concetto che sta alla base della parità dei diritti esistenziali

 

Siamo tutti importanti ed essenziali , così come ogni cosa è importante . Il perché è semplicemente spiegabile .

Ognuno di noi è parte integrante dell’universo , giacché ne fa parte .

Esistendo sia il Bene che il Male , e questi due principi presenti in ogni cosa (perciò anche in tutti noi) , è , a mio parere , poco saggio discriminare persone , oggetti ed eventi come qualcosa di positivo o negativo , in quanto questo atteggiamento va’ a riflettersi nella nostra interiorità , inducendoci a comportarci differentemente a seconda della situazione in cui ci imbattiamo , facendo indossare come delle maschere diverse al nostro io più autentico di volta in volta . Corriamo quindi il rischio , discriminando , di diventare giudici parziali che tralasciano una parte del tutto a favore di un’altra , privilegiando una condotta di vita che esclude accettazione del diverso (in parte o del tutto) come qualcosa di nocivo al proprio benessere . Questo causa i pregiudizi personali tanto quanto quelli sociali .

Qual’ è la retta via da percorrere quindi ?

Non giudicare mai è , a mio avviso , impossibile … Basti pensare al nozionismo adottato in meteorologia , che divide il tempo in bello e cattivo … I nostri stessi 5 sensi ci stimolano continuamente sensazioni di piacere e di dispiacere , andando così ad influenzare la nostra psiche che plasma il carattere .

Allora io affermo che va bene percepire il piacevole come qualcosa di sano , ma cerchiamo di non abbandonare l’importanza di ciò che ci può nuocere .

L’ Universo è tutto , ed è diversificato ; c’è il buono e c’è il cattivo , ma ciascuno di essi non potrebbe essere quello che è se non ci fosse anche il suo antitetico di polarità opposta .

La luce non è notabile se non contrasta con l’oscurità .

Va’ focalizzato il Bene , ma c’è anche il Male e va’ accettato come parte integrante del Tutto .

La conoscenza e poi la saggezza non esclude nulla dalla contemplazione , portando così gli insegnamenti più opportuni fondati sul rispetto .

Diventeremo in tal modo compassionevoli verso il prossimo . Beninteso , che , in primis , l’Io deve badare alla propria persona . Dare , quindi , spazio alla libertà altrui fintantoché questa non minaccia la nostra .

 

Eppure ci sono persone , penso , che per umiltà o mitezza sopportano pesi maggiori di altre , privandosi o venendo private di una parte del loro campo di azione , e in taluni casi si può arrivare anche alla restrizione della libertà del pensiero , se l’individuo è sufficientemente debole .

 

Ritengo , per esperienza , se c’è un particolare elemento , questo ha il diritto intrinseco di esistere , così come un evento si verifica quando ce n’è la possibilità ; non è che se può capitare , può anche non capitare : se ci sono le condizioni , capita !














 

Tolleranza e comprensione della realtà

 

Viviamo nel regno delle possibilità , questa è la Natura .

Ed ecco cosa significa :

 

Un fatto che può succedere , succede innanzitutto perché è possibile , quando cioè le condizioni lo consentono . Ciò si manifesta in ogni aspetto della Natura , anche nell'Essere umano consapevole , anche a livello mentale . Cercherò di seguito di spiegare come questo avviene nell'Uomo razionale .

Allora : un essere umano pensa , normalmente , e in seguito agisce in base ai suoi pensieri . La mente di ogni uomo e di ogni donna è unica , e questa unicità è data in primis dalla configurazione genetica , successivamente alla nascita anche dalle esperienze di vita .

Il ritenere che si ha scelta è un'illusione della mente … ed ecco perché :

Quando cominciamo a pensare di avere il potere di scelta , comunemente abbiamo un oceano di informazione che albergano nel nostro cervello . La scelta ricadrà sull'opzione desiderata , influenzata da esperienze passate , notizie acquisite e supposizioni elaborate da noi stessi .

Io penso che se potessimo verificare ogni processo mentale , ci troveremmo davanti ad un'affascinante e complesso organo che è il cervello , di struttura simile ad un complicatissimo circuito elettronico guidato dalla logica .

Per rendere maggiormente l'idea che avvalora la mia tesi , basti pensare che , per esempio , cerchiamo di evitare di ripetere eventi di cui abbiamo esperienze negative ; già questo dà logica al nostro circuito cerebrale . Nondimeno cerchiamo di vivere esperienze che ci incutono piacere per ricordo di analoghe nel passato o che ci allettano alla sola idea .

 

Naturalmente è normale anche agire d'istinto , senza pensarci prima . Proprio queste azioni , guidate , secondo me , dal nostro sistema vegetativo , sono indispensabili alla vita come naturale inerzia al movimento e al cambiamento .

Anche se ciò può portarci all'errore , è utopia che lo si possa eliminare dalla realtà dell'esistenza . É infatti naturale conoscere il bene e il male attraverso il proprio vivere e ricordarlo tramite il vissuto , anche se ad un certo livello di maturità lo si comprende anche attraverso le esperienze di altri e con l'immaginazione .

 

Ciò che sto cercando di farti capire è che ogni tua singola azione e pensiero è una reazione ad un'azione precedente , anche quest'ultima dovuta in risposta ad un'altra anteriore nel tempo . Non c'era un inizio e non ci sarà una fine di tutto l'universo ; c'è invece una fine ed un inizio per una cosa discreta facente parte del tutto .

 

Quindi , la conclusione filosofica che ne ho tratto è la seguente :

Cercare di evitare il più possibile emozioni negative perché c'è o non c'è una certa cosa e/o si verifica o meno un dato avvenimento . Se c'è questo , se si verifica quello , è perché non può essere altrimenti .





 

Tolleranza 2

 

18/02/2024

 

Io sono vegano (o almeno mi ritengo tale) e provo un certo piccolo fastidio al pensare a chi , per esempio , si nutre anche di carne ; ma è un fatto che posso tollerare !

Ho appena riportato un paradigma che può essere preso a campione per attuare lo stesso atteggiamento anche in altri campi , come la religione , la politica , i gusti sessuali , etc. …

Quindi fintantoché l’altrui non mi danneggia o mi minaccia , posso preservare pacificamente la mia identità di essere come voglio , finché non lo/la provoco .

Sarebbe egoistico e utopico desiderare un mondo o più (un universo , al limite) dove tutto andasse come potrei volere e nient’altro , nonché impossibile .

Bene o male c’è sempre qualcosa e/o qualcuno che si dissocia da noi .

Se veramente vogliamo la pace , dobbiamo essere tolleranti , quindi , in questo senso, senza prenderci troppo a cuore la causa sociale : dobbiamo praticarla la tolleranza ; io almeno la penso così .

Magari saremo ricompensati di reciproco rispetto e se così non fosse , dovremmo fare di tutto per garantirci quel minimo di libertà che ci spetta , ciascuno a suo modo ; perché , appunto , ogni essere ha bisogno (e gli spetta di diritto) del suo spazio esistenziale , aldilà del karma che gli consegue alle sue azioni .

Oltretutto , ritengo , che siamo a questo mondo per vivere in cooperazione ; possiamo disporre dei servizi degli altri che ci meritiamo e che abbiamo la possibilità di permetterci . Eppure , magari , esistono anche eremiti che rifuggono da questo per vivere di ascesi solitaria limitandosi al minimo per la propria sopravvivenza … Ma cosa possono fare ? Come possono vivere ? Appunto , limitatamente …

La coesistenza in azione crea sviluppo e purtroppo ha anche svantaggi , proprio per la natura intrinseca della vita che diversifica in sé ogni suo componente : anche individui , esseri , forse (e di questo non ho esperienza sufficiente) entità .

La tolleranza quindi è la via per chi ha una visione olistica dell’universo , dalla quale può attingere per far propri consigli , insegnamenti , esempi da attuare per se stesso/a e poter abitare “armoniosamente” su questo pianeta .

Nulla ci vieta di pensare che questo sia un archetipo universale , applicabile ad ogni l’universo , in proposito di pace .

ROARKaty Perry
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L'origine prima che non fu mai stata

Nel corso della mia vita mi sono imbattuto in teorie circa l’inizio dell’universo. Per ciò che sento posso semplicemente affermare che a mio parere un inizio del tutto non ci sia mai stato, o meglio: non c’è mai stato un inizio primo assoluto.

Pensateci… E prima di questo (mai esistito, per logica) ipoteticamente falso primo inizio cosa c’era? Nulla? Impossibile, perché, se così fosse stato, dal nulla si genera nulla (assioma). Deve esserci stato qualcos’altro, per forza…

La mia teoria, che reputo più veritiera, è che l’universo è in continua mutazione, ma per noi umani  che abbiamo avuto un inizio, col concepimento, viene spontaneo cercare e/o darsi una spiegazione che necessiti di un inizio assoluto.

Mi sembra talmente semplice e razionale accettare questa verità, che qualsiasi altra ipotesi mi sembra banalmente assurda.

Ricorda sempre che esistono verità e falsità e queste, per continuare a sussistere hanno bisogno di essere coscientemente concepite, contemplate, divulgate.

Personalmente, mi ritengo fortunato a sapere questo principio, che ritengo più valido.

WELCOME

Il Nemico

Il Nemico è chi/cosa frena il fluido e scorrevole percorrere del tuo sentiero esistenziale.

Ringrazia per averne almeno 1: questa circostanza è la condizione che possibilizza il tuo raggiungimento della Vittoria personale.

Ogni sofferenza, seppur minima, è pagare e quindi legittimare il tuo avanzamento per conseguire il successo che meriti. E tutti pagano, te compreso.

Intendi il pagamento per la realizzazione del tuo Obiettivo, come l’ atto unilaterale tuo in un contesto bidirezionale.

Quindi puoi credere di avere un ritorno per ogni tua spesa effettuata, sia essa economica, morale, fisica o altro.

Il karma conferma questo status, non lo contraddice, è impossibile.

LIBERATORIA

Io sono responsabile per ciò che intendo io, non per ciò che capisci tu.
Ciò che è pubblicato in questo mio spazio web non è necessariamente corrispondente alla realtà di ognuno.

Essenzialmente mi avvalgo della facoltà di pubblicare ciò che penso, non già ciò che adesso è vero qui.

Roberto Garbin

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<APODITTICO>

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