'il male necessario' - [Intervista immaginaria con Rey Dux, nel 3012 o circa].
- Roberto Garbin
- 30 mag
- Tempo di lettura: 2 min
IL MALE NECESSARIO
- “In quella tarda serata, c’ eravamo solo io e lei, mia sorella gemella, l’ unica sorella che ho: la donna che per me conta di più; quella, la quale voglio più bene al mondo e non mi perdonerò mai di averla ferita così gravemente, quando era in piena fioritura degli anni dello sviluppo… quando era più vulnerabile, davanti a me. Lo è stata, debole, perché lei, a modo suo provava qualcosa di simile nei miei confronti, ma non lo esprimeva perché sapeva che era peccato: il peccato originale, quello che mai avrebbe voluto sperimentare sulla propria morbida pelle, nelle sue tenere carni, fin nel profondo… laddove la vergogna umilia di più, privatamente e socialmente.
Era abituata ad apparire nuda, mentre si cambiava dopo una doccia, per esempio, in mia presenza. Non si poneva nemmeno la questione di pudore, davanti al fratello, sedicenne come lei.
Eravamo abituati a confidarci ogni segreto, senza veli o peli sulla lingua, noi due.
Ma quella notte eravamo leggermente brilli per via di un aperitivo bevuto in comunione, a casa, programmando l’ imminente weekend che avrebbe seguito ad un festone nella baita in montagna, a casa di Frank, il mio zio più giovane, fratello di mia madre defunta.
Kelly(nome primo di mia sorella) era seduta a gambe incrociate calzate nei pantaloni di una tuta NIKE grigia, a petto nudo… e ‘giocando’ coi tarocchi dei NATIVI INDIANI AMERICANI; il capo chino, come ad interrogarle, le carte. I suoi capelli erano ancora un po’ umidi e spettinati, in giù.
Io la osservavo compiaciuto e divertito.
Lei allungò il braccio destro con la mano diretta oltre la mia spalla sinistra, per chiedere: - Ehi, Rey… ce lo facciamo anche lo shottino?!… passami il BACARDI, dietro di te…
Sapeva che non avrei rifiutato un altro ‘giro’… e lo facemmo… 1 shot io e 1 lei di RUM riserva, giallo scuro.
Non so cosa mi ‘prese’, esattamente, di lì a breve, ma fu un raptus potentissimo, più delle mie forze di adolescente.
…



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