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R. GARBIN

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- Il perdono
Cos’è il perdono? È una rinuncia a vendicarsi, quindi un’ azione positiva atta a non fare del male verso chi, invece, ne ha provocato a noi, escludendo così la possibilità di cadere nel gioco delle offese bilaterali che sono negative per entrambe le parti. È un atto d’ amore nei confronti del nemico. È degno di nota, però, cosa implichi questo gesto. Il perdono sincero comporta anche correre il rischio di essere nuovamente offesi proprio da chi lo riceve. Ma rimette la responsabilità dell’azione ostile al perdonato. Non solo; a mio avviso, perdonare, consegna il nemico al proprio destino sotto il sistema del Giudizio Universale. Premesso questo, io penso che, in definitiva, il perdono sia estremamente coraggioso, nonostante la fragile situazione a cui ci si espone nel concederlo. Ma ci libera dal fardello del risentimento. Il perdonare può essere inteso, metaforicamente, come lasciar cadere la zavorra inutile, per spiccare il volo in libertà, nonostante si possa incorrere in una tempesta. È il rifiuto di avere vincoli negativi col passato. È un balzo della fede nella speranza di un futuro migliore.
- Non temere la morte
Non so, ad oggi, cosa ci sia oltre la morte. Sinceramente, non ho fretta di scoprirlo. Mi importa di più la qualità della mia esistenza; che sia vita o qualcos'altro è relativo alla dimensione della realtà in cui ci si trova. Ho superato la brama dell'immortalità, in quanto non so nemmeno se questa sia possibile per un essere umano. So che la vita umana in generale ha un suo sistema di sopravvivenza, legato alla riproduzione eterosessuale; ma questo sistema non assicura affatto la sopravvivenza del singolo individuo sul piano fisico, anzi, ne sfrutta il ciclo vitale. Quindi, che senso ha cercare di sapere cosa c'è dopo, prima che sia il tempo naturale a stabilirlo? Oltretutto, in questo ambito, l'informazione più autentica verrebbe determinata dall'esperienza diretta... Io ho tratto un insegnamento da un libro di Wayne Walter Dyer e l'ho adattato alla mia direttiva per quanto concerne la ricerca spirituale in questa vita; allora, quello che posso affermare è che NON ME NE FACCIO UN PROBLEMA DI VITA O DI MORTE. Quello che invece cerco di evitare è la sofferenza! E benché possa risultare una missione impossibile, permane l'orientamento su questa via.
- Analisi dei rischi
Correre coscientemente un rischio significa affidare la propria sorte al giudizio di qualcun altro o quantomeno sfidare qualcosa che non si conosce bene, ragion per cui io "vedo" questo genere di azione come un atto irresponsabile. È un po' come giocare d' azzardo col destino. Chi consiglia il rischio nella vita, come anche negli affari è stato molto probabilmente fortunato fino al momento in cui ha espresso questo suggerimento, ma la stessa sorte non è matematicamente sicura per il destinatario che riceve questa informazione. Io mi sento di snobbare tale input. La mia strategia prevede invece la cautela informativa, contemplando eventualmente anche possibili dipendenze delle fonti di informazioni ricevute di cui si va' a caccia. E soprattutto la progettazione e costruzione della realtà personale usando il più possibile fonti proprie o comunque di cui siano stati pagati i servigi; questo sotto l'aspetto legittimo e magari anche etico. In assenza di tali condizioni è, secondo me, più prudente rinunciare all'azione da intraprendere.
- Una sola condizione deve dettare le tue regole: LA VERITÀ.
Essere liberi di vivere come vogliamo è un diritto universale assoluto. Vale a dire che se paghi il prezzo delle tue azioni, puoi fare ciò che vuoi. Dove questo diritto viene a mancare, non c'è libertà e se questa manca, significa che ne stai pagando il conto. Se ti chiedi perché non hai carta bianca per scrivere la tua storia, ti manca almeno qualche informazione attendibile sulla tua situazione.
- Perché credo nella predestinazione - Il mio pensiero
Essenzialmente ti giochi sempre le carte che hai. Abbiamo una genetica definita e sebbene forse questa sia riplasmabile, il punto di partenza dalla nascita (o meglio ancora dal concepimento) è uno solo, cioè la base di partenza non è opzionabile per il soggetto. Questa genetica può reagire solo in una maniera all' ambiente circostante, la tua. E allora ciò che scelgo/decido? Non conta nulla? Certo! Certo che conta. Ogni tua scelta e/o decisione va' ad influenzare il tuo futuro già nell'immediato, da quando la fai. Ma io ritengo che anche la selezione del tuo atteggiamento e del tuo pensiero sia determinato da come sei, perciò da come eri e ti sei evoluto, quindi da come sei partito; e questo non lo puoi cambiare, è già passato, è un dato di fatto che porterà soltanto ad una o più discriminate conseguenze. Casomai non puoi sempre prevedere queste conseguenze, non le puoi sempre sapere prima... Puoi cambiare, ma sempre in un certo modo, di volta in volta: il tuo modo! Tutto ciò vale per tutti e per ogni cosa. Fondamentalmente questo è destino.
- Smettere di fumare?
Assunto che il karma ti compensa/contrasta compatibilmente alle tue caratteristiche, mi chiedo quale sia il senso di prediligere lo sviluppo, nel mio caso, dell'intelligenza a scapito magari della salute generale del mio fisico. Questo problema mi è sorto in seguito alla lettura del libro STOP ALLA DIPENDENZA DAL FUMO di Franco Riboldi, nel quale si asserisce che alla nicotina è stato riconosciuto proprietà implementative delle performance intellettuali (pagine 46-47). Io, che sono fumatore, ora temo che smettendo di fumare perderei in intelligenza, migliorando però lo status salutare generale del mio corpo. Questo passo potrebbe essere inteso come un investimento dell'intelligenza a pro del mio benessere personale. Il fatto è che quanto appreso dal libro mi demotiva ad intraprendere sforzi eccessivi per smettere di fumare. Per esperienza personale di astinenza dal fumo di sigaretta, per circa poco più di un anno solare (negli anni 2007-2008), posso testimoniare di esserci riuscito una volta, benché le condizioni esperienziali fossero diverse... Allora ce la feci dopo aver letto il libro di Allen Carr È FACILE SMETTERE DI FUMARE SE SAI COME FARLO, passando da 40 sigarette (all'incirca) a zero, immediatamente dopo finito di leggere il libro. La rilettura del libro non mi servì una seconda volta, in quanto non funzionò più come la prima. Fumare mi piace e mi appaga anche psicologicamente, ma ha un costo elevato, al mio livello di dipendenza e probabilmente va ad influire anche sull'opinione altrui riguardo me. Aggiungo anche che il mio obiettivo è di raggiungere una soglia di controllo accettabile su questa dipendenza.
- LIBERATI DALLA COLPA
Ecco come faccio io a liberarmi dai sensi di colpa (e tu puoi trarne liberamente ispirazione). Nell' universo, essendo questo infinito, ci sono tutte le possibilità di cui puoi disporre. Qualunque sia la tua presa di posizione, essa è contemplata nell'universo, perciò ha diritto di esistere. Devi pensare che la tua scelta o decisione o stato d'essere è degna/degno di esistere soltanto per il fatto che: 1) è possibile che esista e 2) essa o esso è giustificata/o dal fatto del verificarsi come reale. Mi rifaccio al principio taoista che nel tutto c'è tanto di positivo quanto di negativo e, in tutte le sue sfumature, ci sono diversi gradi di positivo e negativo, più o meno accentuati; e qualsiasi parte geografica unitaria dell'universo, sia essa animata oppure no, è indispensabile alla composizione del mosaico totale... delle cose, degli esseri, di tutto!
- LA CONNESSIONE CON IL PASSATO
Avete mai fatto caso a quanti riferimenti siamo connessi con il nostro passato? Ebbene, ecco alcuni esempi: GUARDARE UN FILM (Il film è stato girato nel passato, si guarda un qualcosa prodotto nel passato) ASCOLTARE MUSICA (Il brano è stato composto nel passato, si ascolta qualcosa “inciso” nel passato) PARLARE DELLA PROPRIA VITA (Solitamente si espone qualcosa avvenuto nel passato; forse che è ancora effettivo nel presente, ma che è comunque iniziato nel passato, quando se ne parla) LEGGERE QUALCOSA DI SCRITTO, COME UN LIBRO, UN MANOSCRITTO, UNA SCRITTA SU UN MURO, ETC… (Ciò che si legge è stato scritto nel passato) PENSARE (È solito e comune ricordare avvenimenti accaduti nel passato) A cosa serve il nostro Passato? Io risponderei: a vivere nel presente, ponendo le basi per il futuro. Perché si evince che ogni cosa facciamo, ogni stato che viviamo, ogni nostro pensiero è inevitabilmente un seme per il futuro. Non può essere altrimenti, sennò non si avrebbe continuità , né coscienza del momento presente, dove il momento è un intervallo di tempo discreto che comprende più cose, le quali vanno a definire l’evento che si vive.
- DISTACCAMENTO
Partendo dall’esempio acquisito del sistema vita mortale classico (concepimento-nascita-crescita-deperimento-morte) e dalla teoria delle successive reincarnazioni dell’individuo che abbandona il corpo fisico per rifiorire in un altro, ho dedotto che è saggio non attaccarsi con dipendenza alla materia e alle abitudini ripetitive continue. Ho formulato così l’idea della necessità di combattere a livello interiore ogni dipendenza fisica o emotiva che sia che limiti la libertà del proprio io. Questa necessità è compatibile con la legge universale che implica il cambiamento delle cose in ogni area geografica dell’universo. Infatti penso che la ripetitività costante in toto dell’essere, se portata all’estremo, sia nociva alla vita dello stesso. Mi spiego così anche il fatto che certe abitudini salutari non siano universalmente valide (il cancro ai polmoni può venire anche se non fumi, e suppongo anche se non abiti in luogo con aria contaminata come smog, etc…). La mia ipotesi è che qualunque cosa e atto, abbiano in loro, comunque un qualcosa di positivo nel contesto universale (taoismo). Anche se certi atteggiamenti possano apparirci come esempi negativi, ricordiamo che essi sono mediati da almeno un giudizio soggettivo [faccio l’esempio del fumare sigarette: è consolidato dalla comunità medica di oggi(13 agosto 2025) che fumare fa male; eppure ci sono studi che testimoniano che fumare ha un effetto benefico sull’intelligenza; inoltre potrei affermare tranquillamente che il consumo di sigarette da’ lavoro a moltissime persone… Da qui si evince che anche questo ‘male’ dell’abitudine di fumare, abbia in sé anche risvolti positivi]. Premesso questo, mi sento di consigliarti che puoi ricontestualizzare ogni aspetto di te stesso continuamente e persistere al contempo in e con ciò che reputi più adatto alla tua natura, nonostante le convenzioni sociali ti possano dar contro; in questo caso (di disapprovazione civica), devi o dovresti almeno, considerare l’opzione di appartarti dalla vita sociale di massa come valida alternativa. Il fatto che certe cose siano accettate per legge non garantiscono la piena compatibilità per ogni individuo. Avrai sempre sfide da affrontare da solo, se sei disposto ad accettarle. Qualcosa che andava bene un tempo, potrebbe essere obsoleto o addirittura controproducente nel momento presente e ciò potrebbe essere superato un domani. Per cui, se senti il bisogno di liberarti di qualcosa di tuo e che ti crea dipendenza o affezione, sappi che non sempre è saggio custodire oggetti e abitudini del passato solo perché hanno avuto un ruolo in primo piano nel tuo passato. Sta a te decidere cosa vale la pena tenere e cosa buttare o disfarsi di. Male che vada avrai fatto esperienza e quindi acquisito saggezza per il prossimo passo nel tuo cammino.
- #resilienza
"Sopravvivrò al tuo rifiuto, alla tua indifferenza, al tuo disinteresse e alla tua negazione..." Se sconfitto per ingiusta causa, rimane il tacito odio verso. La persistenza ad esistere nonostante tutto sarà ragione di vita. La pace si avrà quando tutti i colpevoli saranno estinti da dove ci si trova. L'essere apodittico è applicato ad ogni situazione che esiga contrattazione da parte esterna al proprio più intimo io. Nient'altro che la vittoria definitiva diviene il primo interesse, dimostrato con la propria affermazione. 'VIVERE O MORIRE'.
- ONLY FORWARD
Non combattere le avversità, contemplale e implementale nel tuo bagaglio culturale sensoriale. Dopotutto fanno anch'esse parte della tua realtà e continueranno ad esistere. Non dimenticare per quanto possibile e se ti manca qualcosa fanne conoscenza con o senza esperienza diretta pratica, se puoi. Evolvi con i problemi, gestendone e applicandone le soluzioni che trovi. Quando queste non funzionino, saranno tentativi in meno da fare la prossima volta. Puoi vincere o perdere, ma non smettere di andare avanti.
LIBERATORIA
Io sono responsabile per ciò che intendo io, non per ciò che capisci tu.
Ciò che è pubblicato in questo mio spazio web non è necessariamente corrispondente alla realtà di ognuno.
Essenzialmente mi avvalgo della facoltà di pubblicare ciò che penso, non già ciò che adesso è vero qui.
Roberto Garbin
